Salute e fiducia: le competenze che avvicinano i continenti
Il 6 ottobre Pathoxphere partecipa a “ERMES: Competenze in viaggio”, il ciclo di laboratori di Federmanager dedicato al ruolo dei manager e delle PMI italiane nel Piano Mattei.
Martedì 6 ottobre 2026, dalle 17:00 alle 18:30, Matteo Botteghi, Telemedicine & Digital Health strategist di Pathoxphere, porterà la sua testimonianza al Laboratorio 3 – “Salute e Sviluppo Sociale”. Il laboratorio fa parte di ERMES: Competenze in viaggio, il programma di cinque webinar che Federmanager ha promosso per “costruire il ponte operativo del Piano Mattei tra Italia e Africa attraverso le competenze manageriali interculturali”.
L’invito è arrivato tramite InAfrica (già Vado In Africa), il club imprenditoriale di cui Pathoxphere fa parte. Il webinar è moderato da Massimo Zaurrini, direttore di InfoAfrica e di Africa e Affari. Il keynote è affidato a Leandro Pecchia, prorettore alla Ricerca e ordinario di Ingegneria Biomedica all’Università Campus Bio-Medico. Accanto a Matteo Botteghi porterà la sua testimonianza Paola Berbeglia, antropologa cognitiva ed esperta di politiche pubbliche e sviluppo internazionale all’OCSE. Il formato è pensato per l’interazione: prevede un instant poll e ampio spazio per il dibattito con i partecipanti.
👉 Programma e iscrizioni: federmanager.it/ermes-competenze-in-viaggio
Cosa dicono i manager italiani
I laboratori si basano su una survey che Federmanager ha chiuso a giugno e che ha raccolto oltre 2.000 risposte. Il risultato più netto riguarda le competenze tecniche specialistiche: sono considerate prioritarie da appena il 9,3% dei rispondenti. Per operare in Africa contano di più:
- la costruzione della fiducia personale e professionale (47,6%);
- il rapporto con le comunità locali (41,4%);
- la mediazione culturale profonda (39,5%) e la pazienza strategica (35%).
C’è anche un allarme: il 65,9% dei manager ritiene che le competenze necessarie siano presenti solo in parte, o per nulla, nel sistema Paese. Le risposte libere aggiungono un messaggio chiaro. Le controparti africane rifiutano ogni logica di subordinazione, e la strada indicata è una cooperazione paritaria fondata sulla co-progettazione.
Una riflessione: che cosa serve per avvicinare i continenti
La sanità mostra con particolare chiarezza quanto conti la fiducia. Un laboratorio diagnostico si può progettare e consegnare chiavi in mano, ma resta inutilizzato se i medici locali non lo sentono proprio. Lo stesso vale per un sistema di telepatologia: senza una comunità disposta ad affidargli i propri campioni, non produce diagnosi. Nella nostra esperienza, le competenze decisive sono quattro.
1. Saper leggere il contesto prima di proporre soluzioni. Ogni progetto sanitario coinvolge ministeri, ospedali, operatori, ONG e comunità. Ognuno ha ruoli formali e relazioni informali, e bisogna comprenderli prima di intervenire. La tecnologia arriva dopo l’ascolto, non prima.
2. Tradurre tra linguaggi diversi. Un referto di anatomia patologica, un protocollo clinico, un’aspettativa sociale e una priorità politica parlano lingue diverse. Il manager interculturale le rende comprensibili le une alle altre. È un lavoro di mediazione più che di comando.
3. Accompagnare anziché consegnare. La survey dà grande peso a mentoring, training on the job e al modello Trainer of Trainers. È anche il nostro approccio: la formazione internazionale di patologi e tecnici serve a trasferire competenze, perché il progetto continui con le proprie gambe quando noi facciamo un passo indietro.
4. Rispettare i tempi relazionali. La fiducia si costruisce con la presenza costante, non con le scadenze di un bando. La pazienza strategica è una competenza manageriale a tutti gli effetti, non una rinuncia all’efficienza.
Pathoxphere è una cooperativa. Riunisce competenze mediche, scientifiche e industriali con un obiettivo: rendere la diagnostica oncologica accessibile ovunque, indipendentemente dalla geografia. Per noi la distanza tra i continenti è meno una questione di chilometri che di relazioni. La tecnologia digitale può ridurre la distanza fisica tra un vetrino e un patologo. Le distanze tra le persone si accorciano invece con la fiducia, la continuità e il rispetto reciproco.
È di questo che parleremo il 6 ottobre. Vi aspettiamo.



